a proposito di gay nel giorno del gay pride
Sarà che un po’ mi rode, oggi, di non andare al gay pride. Sarà che capisco l’amarezza dell’elfo, ma che, allo stesso tempo, spero che si butti nell’evento con grinta, alla faccia di chi non ci sarà, e, soprattutto, alla faccia di chi non capisce perché ci sarà lui. Sarà tutto questo, ma avrei voglia di dire la mia, sull’argomento omosessualità. Lascio da parte le riflessioni teoriche, che mi spingerebbero troppo lontano con il rischio di deragliare lungo un percorso complesso che, probabilmente, non mi troverebbe preparata come si deve (un mio, eventuale, ragionamento teorico, in ogni caso, partirebbe da questa considerazione: l’attacco al mondo gay mi pare si poggi, alla bisogna, su due principi contradditori. Ora si fa appello al “principio di natura”, ovvero si stigmatizza la tendenza, più che la pratica, omo, in quanto “innaturale” – il che mi fa pensare che, nonostante io abbia scarsa simpatia per le materie scientifiche, un po’ di biologia in più non farebbe male, dato che i fatti sono lì a dimostrare il contrario. A volte, invece, ci si aggrappa al “principio di cultura”, per contestare, invece, la pratica più che la tendenza, con un ragionamento che è questo: l’uomo è un animale culturale, quindi si può benissimo trattenere – a parte che non ci è dato sapere, in definitiva, “a che pro”, è evidente come invocare dea natura o dea cultura arbitrariamente sia nulla più che un’astuta mossa retorica).
Dicevo, a parte le argomentazioni, la filosofia, la teologia, le capriole raziocinanti, vorrei esprimere quello che penso (e sento) io.
A me, di chi va a letto con chi e perché, non me ne frega niente (a meno che non si tratti di Bonus, o a meno che non si tratti della più che lecita pratica del pettegolezzo spietato tra amici ;-P). Per di più, mi disgusta abbastanza che i rapporti omosessuali siano ridotti alla scopata. Niente da dire contro la scopata, per carità! Ma certo perbenismo peloso sembra spesso dimenticarsi che magari, forse, chi lo sa, anche i gay si innamorano. L’amore è sempre escluso da questo discorso… di esclusione. Si tende sempre a “vomitare” addosso a questa “categoria” (bruttissima parola) gli istinti più beceri e pruriginosi, come se passassero le loro giornate appesi a un lampadario a farsi frustare da uno/una con la mascherina di zorro, quando invece è evidente che è chi sentenzia e giudica che, evidentemente, ha qualche problemino irrisolto con la propria sessualità e, magari, non può fare a meno che riversare su un altro considerato “distante” i suoi sogni erotici repressi (più lampadari per tutti!).
A me, quello che mi fa rabbrividire, è che sembra impossibile considerare le persone semplicemente… persone! Che pare che non sia possibile vivere senza contrapporsi costantemente a qualcosa o qualcuno. Che si arrivi a sindacare persino sull’intimità della gente. Che per difendersi sia sempre necessario attaccare. Che il perbenismo mascheri il voyeurismo. Che per giustificare la propria vita si debba gettar m***a sulla vita degli altri. Che in una società di nevrotici-schizofrenici- depressi- pienidicomplessi ci sia ancora qualcuno che si permette di stabilire cosa è normale e cosa non lo è.
In una parola: che l’omosessualità scandalizzi… e mai, mai che scandalizzi l’unica cosa veramente scandalosa – l’IGNORANZA.



12 Comments:
è evidente che è chi sentenzia e giudica che, evidentemente, ha qualche problemino irrisolto con la propria sessualità
Esattamente quello che penso anch'io. Parafrasando un celebre detto "la morbosità è negli occhi di chi guarda".
/dall'ufficio, quindi anch'io non sarò al Pride.
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che l’omosessualità scandalizzi… e mai, mai che scandalizzi l’unica cosa veramente scandalosa – l’IGNORANZA.
uuuh, quanto concordo!!! :)))
Io aggiungerei un altro elemento: l'omosessuale dichiarato e libero (perchè ci sono quelli repressi eh) genera invidia :) Finchè l'omosessuale recita da etero e magari da celodurista è tutto ok. Quando invece si presenta per quello che è, per una persona che ha una sua identità sessuale e che ha anche, come dire, una certa pratica, allora non sta bene più. Perchè vivi la tua vita, anche sessuale, con pienezza. Non solo scopi, ma scopi pure "strano", ovvero fai quello che tanti sognano e non confessano, quello che dicevi tu e che quotava la Brain. E vedono questi bellissimi ragazzi abbracciati ad altri ragazzi e non lo sopportano :) Lo stesso atteggiamento di chiusura e disprezzo (il vestito che meglio scende sull'invidia) che si aveva metti 50 anni fà contro gli amori più o meno liberi, io penso.
Ad ogni modo, un Catullo della migliore annata diceva:
Lesbia mia viviamo e amiamo
e i mormorii dei vecchi moralisti stimiamoli spiccioli da due soldi
i giorni possono tramontare e sorgere di nuovo
mentre noi, una volta che è calata sulle nostre palpebre la notte
dovremo dormire una notte eterna
dammi mille baci e poi cento
e poi altri mille e poi cento
e poi altri mille e poi cento ancora e ancora
e infine quando ne avremo fatte varie migliaia
li confonderemo per dimenticare il conto
così che un qualche iettatore
non possa invidiare i nostri baci.
L'amore ha tutti i sessi, non uno.
[il comment deleted era questo, avevo postato dall'account del consorte :)]
Mio dio!! Hai scritto tutto quello che da tempo avrei voluto, senza mai saperlo fare, scrivere io. Approvo ogni singola parola. Non ho mai capito perchè tante persone si scandalizzino del fatto che una persona adulta può o non può piacergli una cosa al posto di un'altra, ma con le ultime tue parole tutto si spiega. " Mai che scandalizzi l'unica cosa veramente scandalosa-L'IGNORANZA
Vi quoto tutti di rimando! ;-)
L'ignoranza è il male più grande fra tutti i mali.
Sottoscrivo tutto il post di gaia ed i successivi commenti sillaba per sillaba
Senza parole, solo baci :-***
bellismo post gaia!
kzissou
mi vengono in mente le parole di una canzone di Guccini.
"che sempre l' ignoranza fa paura ed il silenzio è uguale a morte",
KKKKKKKKKKKKK... leggimileggimileggimi: non riesco ad aprire i tuoi commenti, aiuto!
Come al solito i post della Gaia sono troooppo intelligenti :*** Ma a me sorgono dei dubbi: ma se l`omosessualita` non e` diversita` e non deve scandalizzare, perche` questa pretesa o bisogno da parte di molti gay di essere accettati a tutti i costi? Io sono etero eppure non lo strillo ai quattro venti e non pretendo di essere accettato o di piacere a tutti: posso essere antipatico da etero cosi come lo sarei da gay.
Il riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto (omosessuali e non), l`ingerenza socio-politica della chiesa cattolica sono problemi seri e che vanno affrontati nei palazzi che contano (Luxuria for President!), pero` io, profano, ho colto della manifestazione solo il lato folkloristico e, scusate il termine ma non lo intendo nell`accezione negativa, alquanto 'carnevalesco'. Spero che ne sia valsa la pena, che porti i suoi frutti, ma ho qualche riserva.
Bye
G
Giangi... #^__^#
secondo me (magari ceffo di brutto, lascio la parola agli "esperti"), il gay pride è un momento liberatorio, in cui si "esibisce" il motivo dell'esclusione -- cosa del resto che avviene per qualunque manifestazione, dalle femministe degli anni che furono ai no global di oggi - e lo si fa, per forza di cose, in maniera diretta. Tutto questo ha senso se s'inscrive in un dibattito che viene prima e continua dopo. Insomma: vale (più che "serve") come momento dell'evidenziazione simbolica (come minghio parlo stamattina? Colpa di Cora e Ago! :-PP), certo non può essere il fulcro della "battaglia", ma ha un suo significato proprio nella "carnevalata". Non so perchè, ma mi viene in mente quella canzone dei MCR che dice (nessuno la prenda come un'offesa, ovviamente c'è da leggere tra le righe!!!): "fucili muti amigos / non si spara sui pagliacci". Io la vedo un po' così. Vaneggio?
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