16 febbraio 2006

Inni, slitte, Gaber, bambini (piove)

La notizia di oggi sembra essere che ieri, un tizio che gioca con le slitte, ha confessato candidamente di non sapere l’inno di Mameli. Apriti cielo. Sono partite le polemiche e gli occhi a palla. Poi, lui, che per la cronaca si chiama Gerhard Plankensteiner (chi riesce a pronunciare correttamente il suo nome scagli la prima pietra), si è scusato. E la scusa è stata: non avevo capito la domanda, capisco poco l’italiano. E tutti vissero felici e contenti. La gente è davvero strana: se un “medagliato” italiano non sa l’inno italiano è un casino, se non sa la lingua italiana chi se ne frega. Mah, sarà, ma a me è venuta voglia di rispolverare il buon vecchio Gaber. Ho messo il cd nello stereo e mi sono gongolata per pochi, pochissimi istanti, su questi versi qui: “Mi scusi Presidente/ non sento un gran bisogno/ dell'inno nazionale/ di cui un po' mi vergogno./ In quanto ai calciatori/ non voglio giudicare/ i nostri non lo sanno/ o hanno più pudore./ Io non mi sento italiano/ ma per fortuna o purtroppo lo sono./ Mi scusi Presidente/se arrivo/all'impudenza/di dire che non sento/alcuna appartenenza./E tranne Garibaldi/e altri eroi gloriosi/non vedo alcun motivo/per essere orgogliosi./Mi scusi Presidente/ma ho in mente il/fanatismo/delle camicie nere/al tempo del fascismo./Da cui un bel giorno nacque/questa democrazia/che a farle i complimenti/ci vuole fantasia”.
Poi però il cd è andato avanti (i cd se non li fermi vanno avanti, sapete?) e dopo aver fatto quasi un giro completo è arrivato qui. L’ho sentita tre volte, mentre fuori pioveva, pioveva di umido, pioveva del ritmo di un pomeriggio lento, pioveva e io mi sono accartocciata sulla sedia e ho chiuso gli occhi, pioveva prima, ha continuato a piovere anche dopo, ma non mi è sembrata la stessa cosa.

Mi spiace (lo so, lo so benissimo che… e avete ragione), ma a me dell’inno di Mameli non me ne frega niente.

6 Comments:

At 10:17 AM, Blogger Numero 6 said...

Una volta dell'Inno di Mamaeli si diceva una semplice verità, e cioè che è brutto.
Non che sia politicamente rilevante, ma mi troverei meglio a cantare The Star Spangled Banner, che almeno sarebbe più ecumenico.

A parte questo, il nostro caro orribile inno contiene strofe anti-austriache, che oggi non si cantano più.
Ma lì lo sanno.

 
At 9:20 AM, Blogger Krapp said...

>Mi spiace (lo so, lo so benissimo che… >e avete ragione), ma a me dell’inno di >Mameli non me ne frega niente.

No, mi dispiace, ma la ragione l'abbiamo noi a cui dell'inno non ce ne frega nulla. In nome di quell'inno (e di tutti gli inni nazionali) sono state combattute guerre sanguinose ed inutili, si sono colonizzati stati (anche noi siamo stati colonialisti,ricordiamocelo ogni tanto), si è inneggiato alla purezza della razza sotto il fascismo. In nome di quella bandiera oggi si dividono cittadini da emarginati e senza diritti.
Sogno ancora un mondo senza nazioni, il sogno dell'internazionale è una delle eredità del comunismo che andrebbe conservata e ripresa (Ecco, D'Alema, questa sarebbe una cosa di sinistra da dire), per il dispiacere di Fini, di Ciampi e di chi parla di Patria dall'alto di comode tribune elettorali.

 
At 10:26 AM, Anonymous Anonimo said...

Sì, sì, tutto giusto... gli inni sono 'canzoni di guerra'... però, però... quando li sento suonare (intendo qualsiasi inno di qualsiasi paese) nelle cerimonie di premiazione alle Olimpiadi mi spunta sempre la lacrimuccia... Posso? :-)
Brain

 
At 10:35 AM, Blogger Krapp said...

Certo che puoi, ci mancherebbe, non riesco a negare mai nulla alle fanciulle :)
E poi l'hai detto tu...qualsiasi inno...io mi riferivo a chi usa un inno in particolare come noi vs resto del mondo, un "noi" particolare da usare in contrapposizione con "gli stranieri".
Una cosa in particolare che mi fa incazzare? I telegiornali sportivi, che parlano mezz'ora di una medaglia di legno di un italiano e a malapena dicono il nome del vincitore se straniero...come se il gesto atletico degli italiani desse più emozione di quello degli stranieri solo perchè canta il mio inno...onestamente, non riesco a capirlo, davvero .

 
At 2:47 PM, Anonymous Anonimo said...

Credo sia il 'senso di appartenenza'. Non escluderei che anche i telegiornali degli altri paesi magnifichino le imprese dei loro atleti a discapito di quelle altrui... è umano. Io stessa mi emoziono di più se a vincere è un italiano. Non so, mi piace pensare che l'Italia, almeno qualche volta, sia all'altezza della situazione a livello internazionale. E' un pò una panacea psicologica :-) Ovviamente, non concepisco il noi vs resto del mondo, che altro non è che la manifestazione dell'eterno nostro provincialismo...

 
At 2:47 PM, Anonymous Anonimo said...

Sì, ero io ;-)
Brain

 

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