Lui a Parigi
Lui a Parigi ci è andato per insegnare all’Università. Vive in una soffitta, a Montmartre. Alla fine, agli scontri c’è andato, ci va tutte le sere, e mi dice al telefono, ora che finalmente l’ho rintracciato grazie a una studentessa francese che ovviamente si è innamorata, e gli ha regalato una scheda nuova per il cellulare: “devo perché sono stati troppo bastardi”. Era la stessa cosa che mi aveva detto al G8. Lui ora di giorno insegna dentro un Caffè, che le aule sono chiuse. Oggi c’erano tante persone, così mi ha detto, ed era contento. E così lui ha fatto un seminario di tre ore sul concetto di sciopero, partendo ovviamente da un testo di Derrida. Lui è andato a cena con Eco, ma non gli è stato poi così simpatico. Comunque ne sono usciti entrambi ubriachi di vodka. Lui torna il 5 aprile, e si ferma qualche giorno. E io sono contenta, che mi manca tanto lui, quando non c’è. Sembra uscito da un romanzo – lui che disse invece, proprio a me, una volta: “anima romanzesca!” - e invece è una delle persone più vere che conosca.
Lui, chi l’ha conosciuto ha già capito chi è.
Morale:
Se qualcuno a Parigi gli torce un capello (a lui), mi tocca diventar bombarola.



7 Comments:
Bombarola con te (e baciamelo quando lo rivedi :-) )
Yes! :-))
post senza senso, lo so, ma sono 2 settimane che cerco di parlargli, stasera finalmente ce l'ho fatta :))
Non oseranno...!
Gil/bacialo anche da parte mia :-}°°°
Chiunque sia, mi piace :-)
E' Rega, devi averne sentito parlare...
è sempre lui che finisce dentro i casini, anche quando non se la va a cercare!!! ;-)
bacissimi laura!
g.
bacialo anche per me... lui nn se lo ricorda ma � venuto al mio matrimonio...
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