14 marzo 2006

Milano e il dedalo dei nomi

Premetto subito che questo non è un post polemico. Caso mai, interrogativo.
Guardando i fatti di Milano la prima domanda che mi sono fatta è stata: ma chi sono questi? Liquidarli genericamente come “teppisti” mi pare fuorviante. I tg, e anche molti giornali, li hanno definiti “no global”. Allora sono andata un po’ indietro nel tempo, per cercare (invano) di dipanare la matassa.
In origine fu il movimento no global, e dentro ci stava di tutto, dalle tute bianche di Casarini (a proposito: ma che fine ha fatto? E’ rinchiuso nella cella di un carcere turco?) alla rete Lilliput, ai gruppi cattolici, passando per i rifondaroli (parlo dell’Italia), gli anarchici, i verdi, i contadini incazzati ecc. La forza del movimento stava proprio nell’aver riunito un gruppo così eterogeneo dietro un obiettivo comune. Qui stava anche la sua debolezza (che, detto per inciso, mi pare siano la stessa forza e la stessa debolezza dell’Unione, a un altro livello). Poi arrivò il G8 di Genova, che fu davvero una svolta, non dico per me o per la mia città, ma per il movimento tutto. Le tute bianche, ormai disobbedienti, in quel calderone erano, non lo nego, il gruppo nel quale ideologicamente mi riconoscevo anche se poi, mia scelta personale, mio rifiuto di sentirmi un’etichetta appiccicata addosso, mi sono mossa da cane sciolto. Standoci comunque un po’ dentro, e sentendo i loro discorsi, i preparativi alle manifestazioni, ecc. la “resistenza” che si stava preparando era sì dura, ma non violenta (nel senso di: non di attacco). I disobbedienti avevano bene in mente il “problema anarchico”, ma non il blocco nero. Dire anarchici e dire black block non è la stessa cosa. Sono un insieme e un sottoinsieme. I black block sono un… network, non hanno un capo, sono mini gruppi indipendenti e non si conoscono tra di loro. La loro tattica di guerriglia urbana (che, lasciatemelo dire, contestabile quanto si vuole, ma è efficacissima) si basa su questo. La “mission” dei black block a Genova era quella di far saltare le logiche del mondo no global, che contestavano aspramente, disobbedienti compresi. La loro mission era insomma identica a quella delle forze dell’ordine, e il fatto che le due parti si siano in un qualche modo alleate – so di aver detto una cosa che farà arrabbiare i più – è sotto gli occhi di tutti quelli che a Genova c’erano. Conniventi gli uni (black block), pacifisti gli altri (Lilliput ecc.), gli unici che hanno sul serio contestato i black block alle manifestazioni sono stati i disobbedienti (piaccia o no, è così), con tanto di risse ecc. Dopo quei giorni, è saltato tutto, ormai le cose erano andate troppo oltre. I media a quel punto hanno cominciato a sostituire la definizione “no global” con la definizione “black block” (Fede: block buster). Questo vuol dire che, ad esempio Bono, per essere stato tra i promotori di un’associazione no global quale Jubilee 2000 era un black block. Va bè, ne prendo atto. Passa il tempo, i “no global”, ormai sfilacciati e ridotti praticamente ai soli disobbedienti, hanno cominciato a infilare quelle che io, poco finemente, mi sento di definire “una cappella dietro l’altra” (a partire dalla posizione ambigua sul terrorismo). I black block, quelli veri, spariscono di scena (o, almeno, spariscono dai tg). Sparisce anche la definizione “no global”. Ed ecco che entrano in campo i “mitici” anarco-insurrezionalisti. Più che mitici, mitologici, perché io, non ne ho mai visto uno. Mai. Mai un anarco-insurrezionalista arrestato, ripreso da una telecamera, mai un nome, un’idea coerente di fondo, niente. Uno spettro si aggira per l’Europa… e appena scoppia qualche casino, via con la pista anarco-insurrezionalista. Mah.
Infine, le elezioni, la campagna elettorale. E ritornano i no global, là dove ormai dire no global vuol dire disobbediente (è il contrario di una sineddoche, ci vorrebbe un linguista. Come dire “casa” per indicare la “cucina”). A Milano, succede quel che succede. Ti aspetti che qualcuno nomini i black block. Quasi speri che siano anarco-insurrezionalisti, almeno finalmente potrai esclamare: “ne ho visto uno!”. Invece no, sorpresa! Li chiamano “no global”!! Oppure “centri sociali”. Forse li chiameranno comunisti a breve. Io, non ci capisco davvero più niente, e mi pare che nel gioco dei nomi qui qualcuno ci guadagni. E mi pare pure che al gioco dei nomi ci stiano giocando incoscientemente proprio i “nominati”, che invece farebbero gran cosa ad autodefinirsi, e a fare i doverosi distinguo, senza ambiguità (sarà che a casa mia avere le palle = essere responsabili delle proprie idee e delle proprie azioni, non bruciare macchine e giocare a rimpiattino delle colpe). Perché io spero, e anzi credo, che quelli di Milano non votino a sinistra. Penso che non votino proprio. Penso che tra anarchia e comunismo ci sia un abisso in mezzo, che siano universi più che distinti. Penso che, comunque, anche all’interno dell’anarchia e del comunismo ci siano distinguo da fare, ci siano posizioni nobili e deplorevoli di qua e di là. Penso che chiamare le cose col proprio nome sia sempre utile. Altrimenti è il caos, e questo caos che mi vedo intorno non mi piace niente. Proprio niente.

19 Comments:

At 11:53 AM, Anonymous Anonimo said...

sono d'accordo parola per parola.
AmicaN

 
At 12:04 PM, Anonymous Anonimo said...

E ritornano i no global, là dove ormai dire no global vuol dire disobbediente (è il contrario di una sineddoche, ci vorrebbe un linguista.
E' sempre una sineddoche (il tutto per la parte, o la parte per il tutto. E' comunque un rapporto di contiguità materiale) :-)
Per il resto, l'unica etichetta che appiccicherei a questa gente è "imbecilli". Ma, mi rendo conto, suona un pò riduttivo e superficiale...

 
At 12:10 PM, Blogger gaia said...

Ecco, mi pareva che potesse essere sempre sineddoche, denghiu!
Il problema non è che imbecilli sia superficiale (la loro imbecillità è dato oggettivo secondo il mio modo di pensare). Però credo davvero che bisognerebbe capire chi sono, perchè non ritengo che siano teppisti generici (non so come definire la cosa), credo che, seppur criticabile, malato ecc. questi abbiano un preciso disegno politico. Di grazia, vorrei capire quale.

 
At 12:36 PM, Blogger Red Mosquito said...

Non lo so sinceramente: parlando con dei tizi piuttosto navigati( alcuni dei quali si sono fatti mesi di carcere a fine anni '70), mi è stato detto più volte che coloro che vanno alle manifestazioni apposta per commettere scempi, insomma soltanto per far danni, molto difficilmente andrà alle urne.
Se pensi che molti di questi autonomi-disobbedienti-anarchici-blackblock-maiali-teppisti (come minchia si vogliono chiamare) hanno fra i loro slogan "fausto traditore", beh credo che non ci sia bisogno di ulteriori chiacchiere.
Resta il fatto che anche io ho un casino immenso in testa.

 
At 12:39 PM, Blogger gaia said...

Lele... ma che gente frequenti? :-P

 
At 12:43 PM, Blogger Red Mosquito said...

Anche io ho un passato oscuro:-DDDDDDDD

Scherzi a parte, lavorando al bar e frequentando il partito ho conosciuto gente di tutti i tipi.
Ma erano altri tempi gli anni '70, credo un'altra italia.
Non ho mai avuto pregiudizi nei confronti di nessuno.

 
At 1:52 PM, Blogger Numero 6 said...

Il loro nome sarebbe "casseurs", ma "scassoni" in italiano più che altro fa ridere.
È una sineddoche, le usiamo noi, le usano i giornalisti.
L'obiettivo è far vincere le elezioni al centrodestra.

 
At 1:56 PM, Anonymous Anonimo said...

Credo che la speculazione sui fatti di Milano sia stato un esercizio facile facile per i media: etichettare quei balordi come vicini agli ambienti no-global, mettere in risalto i danni alla sede della Fiamma e al McDonalds. Insomma il messaggio per il teledipendente medio e` chiaro come 1+1=2: i disordini sono simili a quelli visti a Genova e i locali distrutti sono vicini agli ambienti della Destra o comunque simboli del mercato globale. E` quello il messaggio che ho sentito arrivare dai media. E a poco valgono i distinguo di Caruso visto che poche ore prima le agenzie dettavano che "sono stati arrestati personaggi visti pure a Genova. Sembra inoltre che un rappresentante di RC fosse fuori dal carcere a sostegno degli arrestati".

bye
G

 
At 2:08 PM, Blogger gaia said...

Penso anch'io che l'obiettivo sia quello. La cosa triste, è che forse ci riescono.

 
At 2:18 PM, Blogger Red Mosquito said...

Parliamoci chiaro: non credo che quello che sia successo a milano possa spostare i voti o non far votare alcune persone.
Di là c'è alternativa sociale, forza nuova e MSI.

 
At 2:31 PM, Blogger gaia said...

Lele, stiamo infilando una caxxata dietro l'altra. 10, 100, 1000 nassirja, spaccature sul programma, Ferrando, l'annunziata che con tutte le ragioni del mondo ha di nuovo acceso i riflettori sul Berlusca, Caruso che straparla, gli idioti che incendiano Milano. Lo so che di là non sono messi meglio, tra alternativa sociale, Calderoli, e la Mussolini che è riuscita a dire "meglio fascista che frocio" in diretta tv. Ma cos'è sta cosa? Vince il meno imbecille?
Speriamo bene per stasera...

 
At 2:39 PM, Blogger Red Mosquito said...

Le cazzate ne stiamo facendo tante, inutile girarci intorno.
Ma credo che alla fine dovrebbe prevalere la voglia di cambiare, di voltare pagina, di dare fiducia a questa Unione.
Voglio dire: chi è già convinto di questo, non si fa di certo influenzare dalle cazzate macroscpiche di Caruso.
Caruso è uno, e, personalmente, non lo apprezzo per quello che dice, ma al tempo stesso me ne sbatto quando devo mettere quella X.
Di là hanno una situazione più grave a mio modo di vedere.

 
At 2:58 PM, Anonymous Anonimo said...

Speriamo bene per stasera...
Già, ma stasera, è obbligatorio? Non ci si può esimere? Bisogna vederli per forza? Sono molto tentata di fregarmene alla grande...

 
At 3:16 PM, Blogger Dalele said...

Ecco appunto.."Speriamo bene per stasera"...bisogna vederlo per forza? Addirittura su Italia 1 mi programmano un cartone della Barbie.Giusto apposta per non fare controprogrammazione, peggio dei Sanremo di Baudo.
Tanto diciamo la verità: i confronti come questo servono a chi non sa cosa votare. E io mi guardo Csi 5 Serie Episodio 5 : Scambio di coppia con Vertigo in sigla iniziale.
Cmq tornando al discorso fascisti-sfasciacittà: fa parte della retorica elettorale. Perchè quando Forza nuova fa manifestazioni (eufemismo) nessuno se li caga, quando gli sfasciacittà fanno manifestazioni (eufemismo)come quella di 4 mesi fa a BG nessuno se li caga.

 
At 3:21 PM, Blogger gaia said...

Dalele, sono d'accordo! ;-))))))))
sì, è retorica elettorale. Però secondo me per difendersi almeno un po' bisogna almeno provare a rigirarcisi, in questo dedalo.
Stasera? Io li guardo. Sono donna e sono curiosa... come resistere?

 
At 3:33 PM, Blogger Red Mosquito said...

Cazzo, c'è matrimonio all'italiana di de sica a rai3!!
Tanto l'ho già visto innumerevoli volte:-)

 
At 4:00 PM, Blogger Dalele said...

Chi De Sica o Belusconi?
.
.
.
.
E poi Lele...tu c'hai la partita da seguire!!

 
At 5:27 PM, Blogger Red Mosquito said...

No no, che non rivedo una partita dell'inter dal primo al novantesimo minuto sono anni:-P

 
At 8:37 PM, Anonymous Anonimo said...

Penso che questa gentaglia sia assoldata dalla destra per infinocchiare gli elettori indecisi, come la frase di un tempo "comunisti mangia bambini".

 

Posta un commento

<< Home