Sassuolo: una questione privata
Ascolto i telegiornali (li ascolto e basta, perché di fronte al lato belluino dell’uomo qualcosa dentro di me si rompe, proprio all’altezza dello stomaco, mi vengono i conati - e non è metafora, la mia -, così giro la testa, se posso, chiudo proprio gli occhi, fuggo, vado altrove). Sfoglio un po’ di giornali. E la cosa che più mi colpisce è come tutto, in questa vicenda, in molte vicende simili, si riduca a una questione privata. Gli abitanti di Sassuolo – date le condizioni che si trovano a vivere quotidianamente ecc. – si schierano con le forze dell’ordine. Benissimo, penso. In quel nodo complesso e feroce di coabitazioni spesso forzate in cui si trovano a vivere, gli abitanti di Sassuolo si schierano dalla parte della Legge. Il secondo punto che scuote la mia attenzione è il lessico (sempre particulare) con il quale viene tratteggiata la vicenda. Da una parte un marocchino (indicazione di nazionalità, certo. Ma non ci vuole un fine linguista per comprendere che, quando si parla dell’ “altro”, definirlo in primis come appartenente a un’area geografica che una subcultura occidentale ritiene, più o meno inconsciamente, inferiore, ha precisi connotati dispregiativi). Dall’altra o le forze dell’ordine (forza, ordine. I due salvagenti della borghesia) o, addirittura, come ho letto stamattina, due ragazzi. Certo, in uno “scontro” tra un marocchino e due ragazzi, chi sia dalle parte del torto è subito palese.
Allora, data la situazione, ho pensato di fare il giochino inverso, e ho pensato alla mia, di storia privata. Nella mia biografia, gli incontri diretti che ho avuto con le forze dell’ordine sono questi:
La prima volta avevo 14 anni. Ero tornata da una vacanza-studio in Inghilterra. Al mare, tutta fiera, facevo vedere ai miei amici le foto del viaggio. Tra le persone che curiosavano c’era la ormai ex moglie di un amico di mio padre. Poliziotta. Si sofferma su un’immagine che ritrae me e un ragazzo del Camerun che avevo conosciuto là, ed esclama (testuali parole): “che schifo, ti sei fatta fotografare con un negro!”.
La seconda volta avevo circa vent’anni, il mio compagno di banco a un corso d’inglese era un poliziotto (pure caruccio, a dirla tutta). Entrava in aula con la pistola carica, per fare il figo. E mi raccontava fiero di come lui, con il lavoro che faceva, poteva permettersi di andare a puttane gratis.
Le altre volte vorrei cancellarle, perché mi hanno avvelenato la vita. Comunque le forze dell’ordine stavano usando la loro forza con metodi illegali, contro miei amici, e ci hanno così disordinato il futuro. Dunque non deve stupire, se io li chiamo sbirri. Frequentando Lettere e Filosofia a Genova, poi, di africani, est-europei, sudamericani ne ho conosciuti molti. Così non deve stupire, se li chiamo ragazzi. Due sbirri contro un ragazzo. Basta raccontarla così, e la storia di Sassuolo è già un’altra storia. E’ la mia storia che dice, e non chiedo scusa, e non me ne vergogno, che io ho una totale sfiducia nelle nostre forze armate. Non solo: per un automatismo del mio inconscio, quando li vedo ho paura. Se scoppia una rissa nei vicoli, e per caso (proprio per caso, perché non accade quasi mai – l’ordine colpisce duro il singolo, ma arretra di fronte ai gruppi) arrivano gli sbirri, il mio primo pensiero è: allontanati dalla rissa, che questi se arrivano colpiscono a caso. E saranno pure dalla parte della ragione, perché la Legge avrà sempre un occhio di riguardo nel punire la Legge. Dirò di più: episodi come quello di Sassuolo mi fanno proprio schifo.
Questo è il mio parere personale, e non conta niente. È la controstoria che mi sono raccontata stamattina. Non ve ne curate. La mia storia è solo mia, non implica niente, non incide su niente. Non servirà a niente (non servirà niente). Resterà una questione privata. È la loro storia che avrà ragione. Perché è la storia della Legge e, in quanto tale, qualunque sia il privato che da dietro spinge e pressa, è già questione pubblica.



11 Comments:
Non far si che due torti facciano una ragione.
Esitono Sbirri onesti, che fanno il proprio lavoro come esistono sbirri gasati da troppo potere che fanno i propri comodi.
Esistono immigrati che lavorano ed immigrati che sono dei delinquenti.
Ho qualche amico marocchino, ho qualche conoscente marocchino a cui spaccherei volentieri due denti.
Gerry, sono d'accordo con te (anche se, purtroppo, non posso dire di aver incontrato poliziotti onesti. Ma questa è sfiga, lo capisco!). Volevo solo mettere in risalto come una vicenda cambia a seconda di chi e come la racconta. E di come il linguaggio usato per raccontare questa sia errato e fazioso tanto quanto il mio (che però, ribadisco, non incide su niente).
Per il resto, a me la violenza DISGUSTA, SEMPRE. Anche quella degli immigrati, anche quella dei manifestanti. Anche la mia (fortunatamente son troppo coniglia per praticarla!)
g.
Sono d'accordo con Gerry.
Però una cosa devo aggiungere. Dico che non ho nessuna fiducia nelle "forze dell'ordine", ma forse, alla fine, ne ho fin troppa. Perchè gira che ti rigira, tutte le volte mi aspetto che il comportamento loro sia diametralmente opposto a quello di un delinquente. La verità è che da loro un minimo di correttezza io la PRETENDO. Se cippo mena ciuppo, è grave. Se un poliziotto mena ciuppo, è MOLTO più grave. Perchè il poliziotto non rappresenta se stesso. Rappresenta la legge. Deve essere dalla parte della ragione.Ma non lo sono quasi mai, e noi ci siamo abituati.
il mio rapporto con gli sbirri, e non mi vergogno a chiamarli così, non è mai stato buono ma anche questa è appunto una storia personale, vale quel che vale. ma perché hanno sempre la pistola in tasca? anche per andare a bere una birra?
ti lascio una chicca: "beh vedi a genova ci siamo sfogati, ci prudevano le mani, col governo di centro sinistra ci avevano tenuto a bacchetta!"
chioserei con un "noi vogliamo tanto bene alla polizia italiana!"
Per quanto storia solo tua, come ribadisci :), la prospettiva da cui io vedo le cose è esattamente come la tua, le mie storie personali sono praticamente uguali alle tue, quelle che hai raccontato. Non ho subito, per mia fortuna, ma ho assistito a tante merdate, piccole e grandi... E non solo non trattengo lo schifo verso le gesta e il modo di fare dei signori in divisa, ma mi irrita proprio la loro presenza, l'incrociarli dietro un vicolo, il ritrovarmeli davanti... Tutti Chuck Norris. Irritazione.
Atteggiamento sbagliato, eccome no. Ma non è mia la colpa.
:)
Ci sono anche poliziotti onesti che si fanno un mazzo così per qualche centinaio di euro.
Credo che un pò di credibilità le forze dell'ordine l'abbiano persa negli ultimi anni, ma attenzione a non generalizzare.
Sarebbe pericolosissimo.
Io ho ancora fiducia, non credo alla giustizia fai da te, non c'ho mai creduto.
E gli episodi drammatici che mi hanno fatto vacillare la fiducia negli uomini in divisa ci sono stati eccome.
Genova 2001 su tutti (va anche aggiunto che un ministro come scajola è difficile da ritrovare nella nostra storia)
Non credo che sia umanamente possibile, quando si parla di "cosa pubblica", non generalizzare. Lo fanno tutti, che si ammetta o no. Il mondo si interpreta per categorie, sarà cinico ma è così. Se guardo al privato giustifico molte cose che nel pubblico non tollero. Che ne so io di quei poliziotti? Magari hanno avuto una vita difficile, sono stati picchiati da piccoli, hanno preso una botta in testa, gli è morto il gatto 5 minuti prima. Umanamente, capisco tutto, m'intenerisco di un niente. "Socialmente" m'incazzo, e categorizzo. E non me ne frega niente che ci siano poliziotti bravi, fascisti buoni di cuore, serial killer con disturbi della personalità, leghisti intelligenti. Come disse Roberto Benigni "anche Hitler avrà detto buongiorno a qualcuno". Solo che a me non interessa.
cazzo che sfigati i poliziotti gliene devono succedere di ogni!
Non so. Non ho mai capito se è l'ambiente paramilitare che genera mostri o se sono i mostri che cercano ambienti paramilitari.
AmicaN
Io penso un po' tutte e due le cose. Ci sono gli esaltati (la maggioranza, secondo me) e le persone normali, che però rimangono schiacciate dalle dinamiche di gruppo...
Posta un commento
<< Home