Santoro Anno Zero / 2
A me, è piaciuto. Avevo voglia di sentirmi raccontare una storia, per quanto meschina. Una storia, le storie (che sono sempre e comunque le nostre, di storie). Quelle che rimbalzano già, sul web o sul meglio della carta stampata, quelle che a sentirle non smettono di perdere quell'aria un po' plastificata della finzione: uno schermo, un foglio di giornale, un monitor... distanziamento sufficiente a far assumere anche alla merda che galleggia nelle case popolari quell'odore lontano di ferite disinfettate, quell'aria vaga di fiction... when fact is fiction and tv reality. Poi arriva Santoro, e lo schermo è lo stesso. Ma tutto viene sbattuto lì, in prima serata, e questo fa già la differenza. Perchè è più difficile non guardare. Lui ha i mezzi, e li usa, con un linguaggio semplice, che arriva a tutti, senza ricami tecnicistici, senza capriole volte a precipitare tutto nel piatto lessico dell'economia che butta astrazioni su astrazioni (e anche giustamente, ma il troppo stroppia) riducendo il reale nell'astratto al cubo dei dati e dei numeri delle nostre esistenze. Arriva, antipatico come sempre. Arriva e ci dice, a farla breve, voglio vivere in una città dove all'ora dell'aperitivo non ci siano spargimenti di sangue, o di detersivo.
E poi lo ammetto: io della situazione del caporalato non sapevo quasi nulla. Forse è solo ignoranza mia, tutti sanno e io no. O forse nessuno ce l'aveva mai sbattuto in maniera così chiara su Rai2, alle 21.00.
Lo schermo è lo stesso, sì. Ma qualcosa, stavolta, da quello schermo è stato disvelato.
Bentornato Michele.



5 Comments:
Gaia ti lascio un indirizzo vai a leggere, così capirai perchè bisogna parlare di queste cose.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/IoschiavoinPuglia/1370307&r
ciao Gaia!
un salutino off topic
:)
kzissou
Stella: grazie! L'avevo già letto attraverso il blog delle rane. Quello che volevo dire, appunto, che le cose che circolano solo su internet o su determinati giornali, Santoro ha il coraggio di sbatterle in prima serata senza troppi giri di parole...
K: i salutini fanno sempre piacere, sia IT che OT! :-*
(p.s. L'hai letto Mekong di Arbasino? merita, merita!!!)
Lui non era tantissimo in forma. Biondizzandosi sembra aver annacquato la dura, ruvida, latinità dell'approccio.
Però, i servizi, il racconto. I mezzi naziskin invitati in studio. Insomma, un timido riaffacciarsi della complessità. Una ciglia di Pasolini.
Sperèm!
Sinceramente, spero anch'io che Santoro ci dia una scossa. Credo che in questo momento sia l'unico a poterlo fare. Mi ha deluso un po' il Travaglio, ma diamo tempo al tempo.
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