15 settembre 2006

Santoro Anno Zero / 2

A me, è piaciuto. Avevo voglia di sentirmi raccontare una storia, per quanto meschina. Una storia, le storie (che sono sempre e comunque le nostre, di storie). Quelle che rimbalzano già, sul web o sul meglio della carta stampata, quelle che a sentirle non smettono di perdere quell'aria un po' plastificata della finzione: uno schermo, un foglio di giornale, un monitor... distanziamento sufficiente a far assumere anche alla merda che galleggia nelle case popolari quell'odore lontano di ferite disinfettate, quell'aria vaga di fiction... when fact is fiction and tv reality. Poi arriva Santoro, e lo schermo è lo stesso. Ma tutto viene sbattuto lì, in prima serata, e questo fa già la differenza. Perchè è più difficile non guardare. Lui ha i mezzi, e li usa, con un linguaggio semplice, che arriva a tutti, senza ricami tecnicistici, senza capriole volte a precipitare tutto nel piatto lessico dell'economia che butta astrazioni su astrazioni (e anche giustamente, ma il troppo stroppia) riducendo il reale nell'astratto al cubo dei dati e dei numeri delle nostre esistenze. Arriva, antipatico come sempre. Arriva e ci dice, a farla breve, voglio vivere in una città dove all'ora dell'aperitivo non ci siano spargimenti di sangue, o di detersivo.
E poi lo ammetto: io della situazione del caporalato non sapevo quasi nulla. Forse è solo ignoranza mia, tutti sanno e io no. O forse nessuno ce l'aveva mai sbattuto in maniera così chiara su Rai2, alle 21.00.
Lo schermo è lo stesso, sì. Ma qualcosa, stavolta, da quello schermo è stato disvelato.
Bentornato Michele.

5 Comments:

At 8:36 AM, Anonymous Anonimo said...

Gaia ti lascio un indirizzo vai a leggere, così capirai perchè bisogna parlare di queste cose.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/IoschiavoinPuglia/1370307&r

 
At 10:30 AM, Anonymous Anonimo said...

ciao Gaia!
un salutino off topic
:)

kzissou

 
At 11:50 AM, Blogger gaia said...

Stella: grazie! L'avevo già letto attraverso il blog delle rane. Quello che volevo dire, appunto, che le cose che circolano solo su internet o su determinati giornali, Santoro ha il coraggio di sbatterle in prima serata senza troppi giri di parole...

K: i salutini fanno sempre piacere, sia IT che OT! :-*
(p.s. L'hai letto Mekong di Arbasino? merita, merita!!!)

 
At 6:01 PM, Anonymous Anonimo said...

Lui non era tantissimo in forma. Biondizzandosi sembra aver annacquato la dura, ruvida, latinità dell'approccio.
Però, i servizi, il racconto. I mezzi naziskin invitati in studio. Insomma, un timido riaffacciarsi della complessità. Una ciglia di Pasolini.

Sperèm!

 
At 12:19 AM, Anonymous Anonimo said...

Sinceramente, spero anch'io che Santoro ci dia una scossa. Credo che in questo momento sia l'unico a poterlo fare. Mi ha deluso un po' il Travaglio, ma diamo tempo al tempo.

 

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