17 gennaio 2007

giovane e brillante studioso

Derrida e la politica nel saggio di Regazzoni

da feltrinelli

JACQUES Derrida (El Biar, Algeria 1930 - Parigi, 2004) è uno dei maggiori filosofi del secondo Novecento. La sua produzione ha affrontato tutti i grandi temi del pensiero occidentale, rimettendo in discussione - attraverso quel processo di decostruzione che costituisce il cuore del suo lavoro e che lo ha reso celebre - le condizioni che rendono possibile la stessa filosofia. Dal 1960 al '64 insegnò alla Sorbona, successivamente all'Ecole Normale Supérieure e infine all'Ecole de Hautes Etudies. All'insegnamento nel suo Paese Derrida ha sempre affiancato quello negli Stati Uniti, dove il suo pensiero ha avuto una notevole influenza. Nel 1981 fu arrestato a Praga per una conferenza che non era piaciuta al regime. Nel 1983 aveva fondato a Parigi il Collége international de Philosophie. Sconfinata la sua bibliografia: dal "Della Grammatologia" del1967 alla "Disseminazione" del 1972, dal "Fattore della verità" del 1978 a "Essere giusti con Freud" del 1992, da "Aporie" del 1999 al "Sogno di Benjamin" e "Stati canaglia. Due saggi sulla ragione" del 2003, solo per citare alcuni titoli. Negli ultimi anni della vita Derrida si è particolarmente concentrato sul tema del pensiero politico, in numerosi libri, e anche in alcuni interventi alla più stretta e drammatica attualità. Proprio a questa dimensione della complessa attività del filosofo francese il giovane e brillante studioso genovese Simone Regazzoni (classe 1975) ha dedicato l'importante volume "La decostruzione del politico. Undici tesi su Derrida" (il melangolo, 576 pag., 32 euro). Il libro sarà presentato oggi alle ore 17.30 alla libreria Feltrinelli in via XX Settembre; all'incontro parteciperanno, oltre all'autore, il giornalista del Secolo XIX Giuliano Galletta e Silvano Petrosino, docente di filosofia all'università di Milano. Regazzoni, dottorato in filosofia a Genova e a Paris VIII Vincennes, raccoglie nel suo libro i risultati di un seminario da lui tenuto presso l'università parigina nel 2005-2006 in cui, attraverso un serrato e originale confronto con l'intera opera di Derrida, rilegge, i principali temi che innervano la tradizione filosofico-politica dell'Occidente: il lógos come elemento che definisce la politicità specifica del vivere umano; la nascita, nella Grecia antica, del teologico-politico; il potere sovrano nel suo essenziale legame con l'eccezione e il sacrificio; l'eredità di Marx. Le undici tesi sono però anche un tentativo di ripensare la decostruzione del politico al di là dei limiti del testo in senso stretto e dell'interpretazione.

da Il Secolo XIX

4 Comments:

At 6:02 PM, Anonymous Anonimo said...

Chapeau! :-) Facci sapere com'è andata la presentazione...

 
At 9:44 PM, Blogger Gilthas said...

Giovane e brillante OK, ma si sono dimenticati di dire che è pure GNOCCO!!!

 
At 9:38 AM, Anonymous Anonimo said...

Voglio Rega! Dov'è??
Lo desidero.

 
At 8:01 PM, Blogger gaia said...

Brain: è andata alla grande, c'era pieno di gente e lui come al solito ha dato le banane (Gil, è un modo di dire! ;-PPP)

Gilthas: giuro che quando ho detto a Rega che avevo messo l'articolo sul blog ho aggiunto: l'ho fatto per Gil, così ci aggiunge gnocco! ^__^

Deffe: MACIAAAAAAAAAAAAAAAAAOOOOOOOOO! Come stai? tutto bene?bacione!

 

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