05 maggio 2006

lievi solitudini

... Ma tu lo vedi, come cambia il tempo, quando l’ufficio ti soffoca, e vai a leggere giù al porto, buttato sui gradoni come una vecchia giacca, ti fa male la schiena ma non smetti di sentire il vento sulla faccia, di guardare le girandole bianche che girano, di annusare tutto il sottile controcanto del mare morto, dei cefali che arrancano, della pista che attende il ghiaccio di gennaio – volti appena la pagina di un libro e il sole si è fatto nuvole, le nuvole sole. È in questo preciso istante che ti accorgi che la tua solitudine, quella che tanto disdegnavi fino a poco tempo fa, ti è ora essenziale. Così non ti alzi, non te ne vai. Finché arriva la pioggia, ti guardi intorno, anche i pochi turisti se ne sono scappati via, l’aria che soffia da sud trascina finalmente l’odore di terra bagnata, si mescola alla salsedine, prendono lentamente forma quei pensieri che credevi perduti, e che poi fissi sullo schermo, la sera, con la persiana chiusa e la luce elettrica fioca – quanta primavera ancora occorrerà per strapparti all’inverno...

5 Comments:

At 9:36 AM, Anonymous Anonimo said...

Bello. Cos'è?

 
At 10:12 AM, Blogger gaia said...

Io che deliro ^___^

 
At 10:56 AM, Blogger Numero 6 said...

È l'anno dei corsivi, pare.

 
At 5:27 PM, Anonymous Anonimo said...

E' bello state un pò di tempo da soli a pensare niente e godere il momento soltanto tuo.
Quando posso lo faccio

 
At 4:24 PM, Anonymous Anonimo said...

che bello il tuo delirio! :)

kzissou

 

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