(MSQ 1) sono stata un'orchestra
Genova, Casa Paganini. Mostra Cimenti e invenzioni di armonia
Sopra un palco, io ero l'orchestra. Ero il direttore, al principio, e così Mozart partiva quando allargavo le braccia. Ero il direttore, e l'orchestra la sentivo tutta, come ovvio. Ma poi... poi bastava spostarsi di un poco, a piccoli passi, ed ero i flauti e il piano e i fagotti e i bassi, ed ero io che facevo la musica, ero io che l'ascoltavo con l'orecchio di chi, in quel preciso punto, l'avrebbe suonata davvero. Ero ogni singolo strumento, ed ero anche l'allontanarsi e lo sfumare del suono, e il suo ricominciare ancora, sotto altre vesti, un passo più in là.
Poi sono scesa dal palco, e la musica è finita.
Non ero mai stata un'orchestra, prima.
Non avevo mai passeggiato dentro una così perfetta metafora della vita.
Scendere quel gradino è stato veramente sentire il vuoto di un addio.



7 Comments:
Meravigliosa :-)
Che bel sogno, anzi fantastico
Invidia.
"Nel tempo stesso la durata della musica si dilatava, si gonfiava come una tromba d'aria. Colmava la sala con la sua trasparenza metallica, schiacciando contro i muri il nostro tempo miserabile. Io sono dentro la musica."
Ieri sera, per caso, leggendo...
Cos'è, cos'è? a questo punto lo voglio sapere! ;-))
anch'io sapere.
Era Sartre, La nausea!
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