05 novembre 2006

(MSQ 2) inettitudine

Tra le due mozzarelle fresche di giornata atterrate da Bari direttamente sul mio piatto (ore 13.00 circa) e un ragazzo marocchino dentro uno “staccapanni” (ore 19.40), la sorpresa di ieri, quella vera, è stato stupirmi ancora della mia imbranataggine. Zitta, nel consenso tanto quanto nel dissenso. Un fiume di parole in testa, che restano imprigionate lì, come stupide lettere senza via d’uscita. È così tutte le sante volte, lo so, mi conosco da 31 anni. Eppure, la cosa mi sorprende ancora. E come un cane che si morde la coda, mi sgomenta il mio sgomento. La maledetta spirale senza via d’uscita dell’inettitudine, e il suo eterno ritorno…
(e poi: “la grazia, quando arriva, mi è eccessiva”. Ma questa, si sa, è solo un’altra scusa).

6 Comments:

At 2:20 PM, Blogger Gilthas said...

Non pensare di essere l'unica, mia cara!
:-***

 
At 3:26 PM, Anonymous Anonimo said...

ma infatti, mi ci sono letta dentro ;-)
:-*

 
At 3:34 PM, Blogger gaia said...

sarà per questo che vi voglio bene? tra imbranati c'è feeling??
;-*****

 
At 4:51 PM, Blogger Gilthas said...

Che bella immagine... ;-P

 
At 5:40 PM, Blogger SacherFire said...

Il fiume di parole, quando trova uno sbocco, fa più spesso danni che altro. E la grazia quando arriva è eccessiva, sempre a dar fastidio.
Verrebbe voglia di arrabbiarsi, ma con chi? con se stessi no... quella è la costante :(

 
At 6:57 PM, Anonymous Anonimo said...

Meno male che siamo in buona e molta compagnia, questo ci da coraggio

 

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